La Presentazione del Signore al Tempio

La Presentazione del Signore al Tempio

La festa della Presentazione del Signore al Tempio o Festa dell’Incontro è una delle dodici grandi feste bizantine. I due nomi con cui è chiamata vogliono porre l’attenzione o sulla Purificazione della Vergine e l’offerta del Bambino al Tempio oppure, nel secondo caso, sull’incontro tra il vecchio Simeone e Gesù, tra l’uomo vecchio e l’Uomo Nuovo (Lc 2, 21-40).

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MASSIMIANO ARCIVESCOVO DI RAVENNA

nel 1470° anno dalla sua consacrazione episcopale

Il 14 ottobre del 546, a Patrasso, Massimiano fu consacrato vescovo da Papa Vigilio per volontà dell’imperatore Giustiniano.

L’arcivescovo Massimiano, il ventisettesimo successore di Apollinare, sedette sulla cattedra episcopale ravennate tra il 546 e il 556 e, come ebbe a scrivere Giovanni Lucchesi, «divenne per le sue qualità uno dei personaggi di maggior rilievo in Italia nel sec. IV»[1].

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Sant’Apollinare in Veclo

Brevi note sulla chiesa delle monache clarisse cappuccine di Ravenna

La chiesa di Sant’Apollinare in Veclo ha una storia antica. E’ un edificio che, stando agli studi, è datato al VII secolo[1]. L’anonimo autore del testo De inventione Corporis S. Apollinaris cita questa chiesa con l’appellativo in veclo per distinguerla dalla chiesa di Sant’Apollinare Nuovo[2]. La stessa argomentazione sarà ripresa da Girolamo Fabri il quale spiega come il nome sia stato: «inventato per distinguerla dalla chiesa di S. Martino in coelo aureo, dopo che questa dal nostro volgo cominciò a chiamarsi Sant’Apollinare Nuovo». Antonio Tarlazzi precisa: «Onde se la denominazione della presente chiesa è veramente più antica di quella di S. Apollinare Nuovo non così può dirsi della fondazione», dato che quest’ultima va datata all’epoca del regno di Teoderico, fine V – primi VI secolo. Continue reading “Sant’Apollinare in Veclo”

Sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna

Sant’Apollinare, martire della fine del II secolo, è stato il primo vescovo di Ravenna. La sua festa liturgica, fin dall’epoca antica, è celebrata il 23 luglio.

Il più antico documento che parla di Sant’Apollinare risale a Pietro Crisologo, vescovo di Ravenna nella prima metà del V secolo; nel Sermone 128 Apollinare è ricordato come il primo vescovo della chiesa ravennate e martire: egli fu «l’unico che adornò questa Chiesa locale con l’eccelso nome del martirio». Pietro Crisologo definisce Sant’Apollinare buon pastore: «Ecco, è vivo, ecco, come il buon pastore fa sorveglianza in mezzo al suo gregge».

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Gli apostoli nei monumenti di Ravenna tra V e VI secolo

Costante è la presenza degli apostoli nei monumenti ravennati di V e VI secolo. Essi sono rappresentati a figura intera oppure a mezzo busto all’interno di preziosi clipei; talvolta sono identificati con il loro nome, talora hanno il capo nimbato o reggono la corona della gloria. Alcuni di essi come Pietro e Andrea suo fratello, Giovanni e Paolo, sono riconoscibili per le particolari caratteristiche iconografiche che, già a partire dal III-IV secolo, iniziano a caratterizzarli. Continue reading “Gli apostoli nei monumenti di Ravenna tra V e VI secolo”

LE SEPOLTURE DI RINALDO, BARBAZIANO E PIETRO PECCATORE A RAVENNA

Il culto e gli arredi funerari alla luce delle ricognizioni e dei documenti d’archivio

Il presente articolo è stato pubblicato in Studi Romagnoli LXIII, 2012, pp. 781-804

Più di un secolo è trascorso dal 1908, anno in cui la Soprintendenza ai monumenti – sollecitata da Corrado Ricci – rimosse i sarcofagi del beato Rinaldo e di San Barbaziano addossati lungo le pareti laterali della Cappella della Madonna del Sudore nel Duomo di Ravenna e quello di Pietro peccatore incastonato nella muratura di Santa Maria in Porto Fuori, per poterne studiare le parti postiche e l’arcivescovo Pasquale Morganti eseguì la ricognizione canonica dei santi corpi venerati[1]. Continue reading “LE SEPOLTURE DI RINALDO, BARBAZIANO E PIETRO PECCATORE A RAVENNA”

Cartoline e altre immagini per il Congresso Eucaristico regionale di Ravenna nel 1930

*** Il presente articolo è stato pubblicato in “Romagna 2015”, Ricerca e aspetti inediti di storia postale, di cartofilia, di numismatica di Ravenna e della sua Provincia, a cura di Mauro Dalla Casa e Giorgio Piccino. Circolo Filatelico Numismatico Dante Alighieri – Ravenna, Edizioni Capit, Ravenna 2015.

Dal 14 al 18 maggio del 1930, Ravenna fu sede del Congresso Eucaristico Regionale, un evento che vide, oltre la partecipazione di cardinali, arcivescovi, vescovi, gran concorso di popolo da tutta la Regione Flaminia. Continue reading “Cartoline e altre immagini per il Congresso Eucaristico regionale di Ravenna nel 1930”

San Giovanni Battista voce che precede la Parola

Il 24 giugno la liturgia celebra la solennità della nascita di San Giovanni Battista[1]. Parole altissime sono state pronunciate da Pietro Crisologo – vescovo della chiesa ravennate nella prima metà del V secolo – per Giovanni Battista: «Giovanni, scuola delle virtù, magistero di vita, modello di santità, norma dei costumi, specchio di verginità, elogio della pudicizia, esempio di castità, via della penitenza, perdono dei peccati, disciplina della fede. Giovanni più grande di un uomo, pari agli angeli, vertice della Legge, seminagione del Vangelo, voce degli apostoli, silenzio dei profeti, lampada del mondo, araldo del Giudice, precursore di Cristo, preparatore del Signore, testimone di Dio, strumento di tutta la Trinità»[2].

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Fiat Lux

Potente risuona la Parola di Dio sulla terra informe e deserta, sulle acque avvolte dalle tenebre dove aleggia lo Spirito del Signore: Sia la luce! E la luce fu (Gn 1, 1-3). Luce che dona forma, che popola una terra arida, che fa risplendere le acque nella potenza dello Spirito. Plasmata dalla Parola creatrice, la materia prende forma, diviene feconda, riceve la vita. Inizia a risplendere il firmamento, la terra accoglie prima germogli, poi erbe che producono seme e alberi da frutto. Le acque si popolano, così il cielo, così la terra. Risplendono il sole, la luna, le stelle. E poi l’uomo e la donna, perché lo sguardo di Dio si potesse posare sulla bontà della sua creazione, su uno sguardo. Sia la luce! E la luce fu. Da allora tutta la creazione porta il sigillo di questa luce, sfolgorio divino, impronta amorevole. Continue reading “Fiat Lux”

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