Cartoline e altre immagini per il Congresso Eucaristico regionale di Ravenna nel 1930

*** Il presente articolo è stato pubblicato in “Romagna 2015”, Ricerca e aspetti inediti di storia postale, di cartofilia, di numismatica di Ravenna e della sua Provincia, a cura di Mauro Dalla Casa e Giorgio Piccino. Circolo Filatelico Numismatico Dante Alighieri – Ravenna, Edizioni Capit, Ravenna 2015.

Dal 14 al 18 maggio del 1930, Ravenna fu sede del Congresso Eucaristico Regionale, un evento che vide, oltre la partecipazione di cardinali, arcivescovi, vescovi, gran concorso di popolo da tutta la Regione Flaminia. Il Congresso fu preparato con grande accuratezza grazie al lavoro di un Comitato istituito per l’occasione, e grazie alla capillare opera di promozione svolta, fu ampiamente divulgato:

si progettò la propaganda con la stampa e la parola. Fu diffuso per tutta la Regione il Manifesto col proclama; e incominciò nel mese di febbraio la propaganda orale, che si è svolta con una certa intensità non ostante il piccolo numero delle persone disponibili. Non solo nei giorni festivi e in più luoghi, contemporaneamente, ma anche in molti giorni feriali; nei grandi e nei piccoli centri, e anche in umili parrocchie, in chiese, in teatri, si è fatto sentire l’appello di Ravenna. In complesso circa 150 discorsi tra conferenze eucaristiche con artistiche proiezioni o senza, in adunanze di associazioni, di clero, di popolo; e prediche durante ore d’adorazione e giornate eucaristiche, e in altre circostanze (…). Nella città e diocesi di Ravenna, come in quella di Cervia si sono seguiti corsi di Missioni o di Esercizi spirituali in moltissime parrocchie[1].

Oltre a queste iniziative, peraltro ben documentate in un giornale edito in occasione dell’evento, Congresso Eucaristico Regionale, Numero unico, Ravenna, 14-18 maggio 1930, furono promossi numerosi appuntamenti nell’imminenza del Congresso[2].

Per pubblicizzare l’iniziativa, come già è stato accennato, fu realizzato un manifesto su disegno del Prof. Giovanni Minguzzi, docente presso l’Accademia di Ravenna, il quale ne curò anche «l’esecuzione litografica»[3]. L’immagine del manifesto, riprodotta in cartoline e immaginette devozionali, univa – in chiave eucaristica – alcuni temi presenti nei monumenti ravennati: la figura di Sant’Apollinare, tratta dal celebre mosaico classense, è posta dietro ad un altare ispirato a quello collocato al centro della Basilica di Classe, nell’atto di celebrare messa. Sull’altare, una piccola tovaglia liturgica, simile a quella che copre l’altare di Melchisedek nel mosaico di Classe, accoglie un prezioso calice sul quale, in una raggiera di luce, è l’ostia consacrata segnata da una croce greca splendente[4]. Tre pecorelle per parte si dirigono verso l’altare, immagini queste «simboleggianti i fedeli, che accorrono a pascersi del mistico cibo»[5]. Altri elementi rimandano ai mosaici ravennati come le palme dattilifere, i gigli fioriti, il cielo stellato o le girali fitomorfe che richiamano alla mente le decorazioni del Mausoleo di Galla Placidia e del Battistero Neoniano[6].  Una cornice ispirata ad altri elementi decorativi ravennati – due pavoni posti a corona di un cantharos dal quale partono tralci di vite – inquadra il testo del manifesto composto «a imitazione dei caratteri bizantini»: «Congresso eucaristico regionale in Ravenna. Nel mirabile succedersi di congressi eucaristici in ogni parte d’Italia e del mondo, Ravenna si appresta a celebrare il suo nel periodo 14-18 del prossimo maggio. Le Diocesi della Regione, che da questa città per l’apostolato di S. Apollinare ebbero la fede, si uniranno a glorificare l’Eucaristia qui, dove la liturgia eucaristica celebrata dal vescovo martire negli umili esordi cristiani, trionfò tra lo splendore delle basiliche, espressa dall’arte nei musaici sfavillanti. Il Comitato, preseduto dall’Eccellentissimo Arcivescovo di questa metropoli, volge il suo vivissimo appello non solo ai fedeli delle diocesi – ravennate e cerviese – insieme unite, ma a quelli pure delle diocesi sorelle, perché dietro ai pastori prendano larga parte a questo congresso. Così nel rinnovamento spirituale della patria, su questa terra, gloriosa per fasti religiosi e civili, si elevi l’ostia divina a diffondere luce ed amore, onde fervida e operosa rifiorisca la fede, ed a comune salvezza e grandezza ogni cuore e famiglia si rinnovino in Cristo. Ravenna, 29 gennaio 1930, VIII. Il comitato» (Fig. 1)[7].

La stessa immagine del manifesto fu riprodotta anche come immagine devota che, sul retro, riportava una preghiera eucaristica: «O Gesù Salvatore, che per la tua infinita carità, volesti rimanere fra gli uomini nella santa Eucaristia, per dare alle anime Te stesso in cibo di vita eterna; noi ti adoriamo e ringraziamo per un dono così grande. Tu, che sei la Vittima divina della universale redenzione, perdona a noi tutti; e con questo Sacramento accresci in noi la fede e la tua carità, e attira a Te le anime bisognose di luce e di bene. Fa, o Signore, che questo Congresso, aggiungendo nuova gloria ai trionfi eucaristici e riparando a tante infedeltà, dia frutti spirituali abbondanti e duraturi. Rimani, con noi, Signore; rimani in mezzo a questo popolo: Mane nobiscum, Domine! Vergine Santa, Santi nostri patroni, intercedete presso il Cuore di Gesù, affinchè da questo Congresso si diffonda sempre più sulla nostra Romagna il suo regno di amore e di pace. Così sia. Pater, Ave, Gloria. Indulgenza di 100 giorni. † Antonio, Arc. Di Ravenna Vesc. di Cervia» (Fig. 2).

Oltre al santino fu creata, con la stessa immagine, anche una cartolina ricordo (Fig. 3)[8].

Questa iconografia proposta dal Minguzzi, seppur lievemente differente dal punto di vista stilistico e più sintetica nella scelta delle immagini, compare come copertina di un calendario tascabile per l’anno 1930, pensato come un piccolo libretto, recante al suo interno brevi note sui congressi eucaristici, sul congresso di Ravenna e una descrizione dell’eucarestia nei mosaici ravennati (Fig. 4)[9].

Un’altra cartolina postale recante l’iscrizione «Ricordo Congresso Eucaristico 18 maggio 1930, Ravenna» presenta sempre immagini tratte dalla tradizione iconografica ravennate: l’agnello eucaristico raffigurato nella volta della Basilica di San Vitale, sorretto dagli angeli che nella Basilica sono posti a coppie lungo le pareti del presbiterio, compare come benedizione sulla città di Ravenna, rappresentata in forma sintetica quanto evocativa, nei suoi celebri monumenti tra i quali emergono, in primo piano, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, e sullo sfondo, la Cattedrale, Santa Maria in Porto Fuori, un sarcofago paleocristiano e la pineta (Fig. 5). La stessa iconografia fu usata, lievemente modificata, per la copertina di una guida di Ravenna dal titolo Una giornata a Ravenna, realizzata dall’Agenzia Ecclesiastica nel 1930.  Il breve testo, composto dal sacerdote ravennate don Giovanni Mesini, è sostanzialmente identico a quello edito nel 1926; in entrambi gli opuscoli egli si firma con la sigla «M. G. M.». Il testo del 1926 pubblicato «per cura del Comune della Provincia e della Camera di Commercio in occasione della visita a Ravenna della Società Italiana per il Progresso delle Scienze», fu, a nostro avviso, nuovamente edito proprio in vista del Congresso Eucaristico pensato a uso dei pellegrini che, numerosi, sarebbero accorsi (Fig. 6)[10].

Un’altra cartolina postale presentava, disposte secondo bell’ornamento, le fotografie dei cardinali, arcivescovi e vescovi convenuti al Congresso Eucaristico regionale ravennate (Fig. 7). Una lunga didascalia posta sul retro permetteva, e permette tutt’ora, di riconoscere gli ecclesiastici raffigurati[11]. Al centro della composizione è la fotografia del Card. Michele Lega, Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Frascati, Legato Pontificio (fratello dell’arcivescovo ravennate Mons. Antonio Lega), sopra alla quale più piccola, ma sempre preminente rispetto a tutti gli altri ivi rappresentati, è la fotografia del Cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca, Arcivescovo di Bologna.

Sotto al Legato Pontificio, entro un ovale più grande rispetto a tutti gli altri vescovi delle Diocesi convenute, è il ritratto di Mons. Antonio Lega, Arcivescovo di Ravenna e Vescovo di Cervia. A sinistra sono rappresentati l’Arcivescovo di Ferrara e Amministratore Apostolico di Faenza e Modigliana Mons. Ruggero Bovelli, il Vescovo di Cesena Mons. Alfonso Archi, il Vescovo di Forlì Mons. Raimondo Jaffei, il vescovo di Imola Mons. Paolino Tribbioli, il vescovo di Sarsina e Bertinoro Mons. Antonio Scarante, il vescovo di Carpi Mons. Giovanni Pranzini, il vescovo di Macerata e Tolentino Mons. Luigi Ferretti. Sulla destra della cartolina sono i volti dell’Arcivescovo di Modena e Abate di Nonantola Mons. G. Ferdinando Bussolari, dell’arcivescovo e vescovo di Parma Mons. Guido Maria Conforti – già arcivescovo di Ravenna e vescovo di Cervia -, del vescovo di Rimini Mons. Vincenzo Scozzoli, del vescovo di Comacchio Mons. Gherardo Menegazzi, del vescovo di Pistoia e Prato Mons. Gabriele Vettori, del vescovo di Piacenza Mons. Ersilio Menzani, del vescovo ausiliare di Bologna Mons. Ettore Lodi.

Questa lunga sequenza di eminenti ecclesiastici, aveva certamente la funzione di mostrare come tutta la Regione Flaminia fosse profondamente coinvolta in questa importante celebrazione; per noi, oggi, questo elenco ha un forte valore documentario considerato come molte delle Diocesi ricordate siano state unite, com’è ad esempio avvenuto per le Diocesi di Ravenna e Cervia.

Da ultimo va ricordato come in occasione del Congresso Eucaristico furono condotti importanti restauri nella Cappella del Santissimo Sacramento in Duomo: essa fu riaperta ai fedeli il 14 maggio 1930, primo giorno del Congresso. Una lapide fu posta all’interno della Cappella a commemorazione dell’evento: «Quod/ Ss. mae Eucharistiae asservandae/ Card. Archiep. Petrus Aldobrandinus/ anno mdcxx/ opere tectorio mire decorum extruxerat sacellum/ Antonius Lega Archiepiscopus/ Ravennam e Regione Flaminia advocato eucharistico Conventu/ Oddone Mazzolini Eq. aliisque in partem expensae venientibus/ in pristinum splendorem munificentissime restituit/ anno mdccccxxx»[12].

1) IMMAGINE UNO.jpg

Manifesto del Congresso eucaristico regionale (Collezione privata).

2) IMMAGINE DUE.jpg

3) IMMAGINE TRE.jpg

Cartolina del Congresso eucaristico regionale (Collezione privata)

5) IMMAGINE 5.jpg

Cartolina del Congresso eucaristico regionale (Collezione privata).

 

6) IMMAGINE SEI.jpg

Copertina della guida di Ravenna di Mons. Giovanni Mesini (Collezione privata).

7) IMMAGINE SETTE.jpg

Cartolina del Congresso eucaristico regionale (Collezione privata).

NOTE:

[1] Congresso Eucaristico Regionale, Numero unico, Ravenna, 14-18 maggio 1930, Intorno al Congresso, p. 8. Da quanto si desume dalle notizie ivi riportate, vanno segnalati due Comitati, un “Comitato effettivo” e un “Comitato d’onore”, entrambi composti da membri autorevoli del clero e del laicato. Il Comitato effettivo era suddiviso secondo le seguenti commissioni: Propaganda, Finanze, Alloggi, Pellegrinaggi e trasporti, Musica, Illuminazione, Funzioni, Processione, Adunanze. La Segreteria del Comitato aveva sede all’interno del Palazzo Arcivescovile.

[2] Per ulteriori e più dettagliate notizie, oltre ad un resoconto minuzioso del programma del Congresso e del suo svolgimento, si vedano inoltre i seguenti testi: Rivista Diocesana, Organo ufficiale per gli Atti Ecclesiastici delle Diocesi di Ravenna-Cervia, 1930 (con particolare attenzione si vedano le pp. 109- 120); La Civiltà Cattolica, 1930, pp. 474-476; si vedano anche gli articoli apparsi nel 1930 su Il Romagnolo, Settimanale Cattolico, con una particolare attenzione ai n. 17 del 26 aprile, n. 18 del 3 maggio, n. 19 del 10 maggio, n. 20 del 17 maggio, n. 21 del 24 maggio (quest’ultimo numero conobbe una seconda edizione). Si veda anche la Lettera Pastorale composta dall’Arcivescovo di Ravenna e Principe, Vescovo di Cervia: A. Lega, Lettera Pastorale. Il Congresso Eucaristico delle Diocesi di Ravenna e Cervia con partecipazione delle Diocesi della Regione Flaminia nella primavera del 1930, Scuola Tip. Salesiana di Ravenna, Ravenna 1928. Interessanti, anche se molto sintetiche, sono le cronache manoscritte del Seminario Arcivescovile di Ravenna redatte in quei giorni che descrivono i giovani seminaristi impegnati nelle occupazioni più disparate: «I Seminaristi in questi giorni hanno atteso ai più svariati uffici. Servivano a tutte le funzioni in Duomo e fuori Duomo, per Messe, per Viatico (…). Sabato notte alcuni hanno lavorato fino alle 5 del mattino, coricandosi per solo 3 ore. Infine hanno fatto da ciceroni, da commessi, da scribacchini, da dattilografi ecc. ecc. ecc. Così sia»; si ringrazia il Rettore don Federico Emaldi, per avermi permesso la consultazione di tale materiale.

[3] Congresso Eucaristico Regionale, Numero unico…, p. 8.

[4] Una simile decorazione della tovaglia si trova anche nella lunetta di Abele e Melchisedek nella Basilica di San Vitale.

[5] Congresso Eucaristico Regionale, Numero unico…, p. 8.

[6] Si notino anche le decorazioni in opus sectile. Questa iconografia è stata più volte illustrata, con la cura e la competenza che la contraddistingue, da Elisabetta Gulli Grigioni: E. Gulli Grigioni, Il ministero eucaristico di Sant’Apollinare. Iconografia. Figure e segni di protezione celeste/116 in RisVeglio Duemila, n. 29 del 25 luglio 2014 (si vedano all’interno dell’articolo altri riferimenti bibliografici).

[7] Il testo, desunto dal Manifesto, si trova anche in: Congresso Eucaristico Regionale, Numero unico…, p. 8; Rivista Diocesana, Organo ufficiale per gli Atti Ecclesiastici delle Diocesi di Ravenna-Cervia, 1930, p. 14. A corredo di quest’articolo, è data l’immagine dell’intero manifesto, presente in collezione privata; la parte superiore di questo manifesto, materiale presente presso l’Archivio storico diocesano ravennate, è stata esposta, seppur con una datazione generica e non riconducibile all’evento per cui è stata pensata, presso la mostra dell’Archivio svoltasi in Sant’Apollinare Nuovo dal 14 luglio al 14 settembre 2014: G. Rabotti (a cura di), Mostra di documenti dal 557 al 1927, Opera di Religione, Ravenna 2014, p. 33.

[8] Questa stessa immagine progettata da Minguzzi fu in seguito usata per il santino ricordo delle Missioni svoltesi in occasione del XIX centenario della redenzione, dall’1 al 13 aprile 1935.

[9] Il calendario si trova nel Fondo Mazzotti, inventario n. 372923; si ringrazia l’Istituzione Biblioteca Classense per aver autorizzato la pubblicazione dell’immagine.

[10] Sulle Guide di Ravenna di Mons. Giovanni Mesini si veda: P. Novara, Riguardando la Bibliografia di e su Giovanni Mesini in Giovanni Mesini a quarant’anni dalla morte, Atti della Giornata di Studio. Ravenna, 8 maggio 2009, pp. 65-68.

[11] Questa stessa immagine con le indicazioni delle autorità ecclesiastiche ivi raffigurate compare anche ne Il Romagnolo, Settimanale Cattolico, n. 21, del 24 maggio 1930 e in Congresso Eucaristico Regionale, Numero unico…, p. 2.

[12] «Questa cappella, che nell’anno 1620 il cardinale arcivescovo Pietro Aldobrandini aveva fatto erigere meravigliosamente adorna di stucchi per conservare la Santissima Eucarestia, Antonio Lega arcivescovo, convocato a Ravenna dalla Regione Flaminia un congresso eucaristico, col contributo alle spese del cavaliere Oddone Mazzolini e di altri, restituì all’antico splendore con grande munificenza nell’anno 1930», traduzione a cura di Pierpaoli: M. Pierpaoli, Pagine di storia sulle pareti del Duomo, Cattedrale di Ravenna 2003, n. 5. In occasione dei restauri fu edita una breve miscellanea con testi, in parte già editi, di Augusto Torre, Corrado Ricci, Alieto Benini, Santi Muratori, con in appendice una relazione dei restauri: Aa.Vv., La Cappella del Ss. Sacramento nel Duomo di Ravenna, Ravenna, 14 maggio 1930 – VII, Arti grafiche Ravenna. Per notizie sui restauri si veda anche: Congresso Eucaristico Regionale, Numero unico…, p. 5. Sull’iconografia della Cappella di veda: G. Gardini, 400 anni fa la posa della prima pietra, in RisVeglio Duemila, n. 43 del 24 novembre 2012, p. 5.

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