IL BEATO RINALDO VESCOVO DI RAVENNA AL TEMPO DI DANTE

Il Beato Rinaldo da Concorrezzo, è stato arcivescovo di Ravenna dal 19 novembre 1303 al 18 agosto 1321 ed è ricordato come l’arcivescovo del tempo di Dante. Alla sua morte, avvenuta nel 1321, fu riutilizzato per la sua sepoltura un antico sarcofago datato alla prima metà del V secolo posto nella cattedrale di Ravenna. Girolamo Rossi ricorda che egli “fu sepolto nella Basilica Ursiana in un’arca di marmo”.

Il suddetto sarcofago fu trasferito dall’arcivescovo Luca Torreggiani (1645-1669) all’interno della Cappella della Madonna del Sudore che in quello stesso anno, il 1659, era stata consacrata. Una lapide, tutt’oggi visibile nella cappella sopra all’urna, fu posta a ricordo di quanto accaduto: “Le venerabili spoglie di San Rainaldo arcivescovo ravennate, pur luminose per lo splendore dei miracoli, ma tuttavia oscure in un umile angolo della basilica, al sorgere di questa cappella della magnificenza ravennate, perché fossero messe più in luce a maggior devozione pubblica, Luca Torrigiani arcivescovo, a perenne testimonianza della sua pietà, le fece qui trasportare l’anno di nostra salvezza 1659” (traduzione a cura di M. PIERPAOLI).

La fronte di quest’antica urna ha sempre affascinato gli studiosi per la sua particolare iconografia che presenta il Cristo tra i principi degli apostoli all’interno di una composizione complessa, dove il Signore è assiso sul trono in uno scenario apocalittico evocato da ampie nubi sullo sfondo. Ai suoi piedi scorrono i quattro fiumi del giardino del paradiso.

Fino al 1908 non si conosceva la parte posteriore del sarcofago perché esso era addossato alla parete della cappella; fu per poterlo studiare nella sua interezza che la Soprintendenza ai Monumenti di Ravenna, su sollecito di Corrado Ricci, si incaricò di renderlo visibile sui quattro lati. A questa intenzione di studio si unì la richiesta dell’arcivescovo di allora Pasquale Morganti (1904-1921) di poter procedere alla ricognizione canonica del corpo venerato.

Il 28 aprile 1908 si aprirono il sarcofago e la cassetta di quercia che Torreggiani aveva posto al suo interno e, aperti i sigilli si videro le ossa del santo assieme a delle preziose stoffe (la casula oggi conservata al Museo Arcivescovile fu rinvenuta in quest’occasione).

Tra il 28 e il 30 aprile 1908 avvenne la ricognizione del corpo; il 1 maggio 1908 processionalmente le reliquie di Rinaldo vennero portate dall’Episcopio alla Cattedrale,  passando per Piazza Duomo, per essere lasciate alla venerazione dei fedeli sino al giorno seguente quando vennero dell’arcivescovo ricollocate all’interno del sarcofago.

Presso l’Archivio Arcivescovile di Ravenna è conservata una bella descrizione della processione lasciataci dal canonico don Cesare Uberti, custode delle reliquie.

“1 maggio. Venerdì. Nella sala maggiore del Palazzo [Arcivescovile] era stata posta una tavola (…) ricoperta di un prezioso velo omerale bianco ricamato in oro, e intorno ardevano quattro candele. Alle ore 10 il Reverendissimo Capitolo recitò le ore di Terza, Sesta e Nona, quindi coi Mansionari e Seminaristi si portò in Palazzo, dove erano anche i Molto Reverendi Parrochi colla loro Divisa. Monsignor Arcivescovo nella sala del Trono presente il Capitolo deposta la Mazzetta e lavate le mani indossò l’amitto, il camice, cingolo, croce pettorale, stola e piviale bianco, la mitra gioellata e imposto e benedetto l’incenso nei due turiboli preso il Pastorale, preceduto dal capitolo a croce e venuto avanti al santo corpo che, deposti Pastorale e Mitra, ha incensato. Intonato dal Maestro di Coro il Benedictus, si è incominciata la Processione. Precedeva la croce del capitolo sotto la quale incedevano i Seminaristi, poi i Parrochi, ed i Mansionarii. Seguiva la croce arcivescovile fra i ceroferari poi il Capitolo , quattro canonici vestiti di Pluviale bianco e Mitra, Monsignor Arcivescovo, il Coro dei Cantori, i due turiferari e finalmente il feretro portato da 4 Mansionarii con stola bianca, a quali fuori dall’atrio arcivescovile subentravano a portare il sacro feretro quattro Parrochi, fino alla porta Maggiore della Metropolitana dove dai Parrochi fu consegnato ai quattro signori Canonici, vestiti di Pluviale come è detto sopra, i quali lo hanno portato fino all’altare maggiore che guarda il popolo. La Processione ha percorso la strada del Battistero ed ha girato intorno al piazzale della Chiesa.

Deposto, come si è notato, il sacro Corpo sulla mensa Monsignor Arcivescovo ha incensato mentre i Mansionarii cantavano l’antifona Sacerdos et Pontifex ed il Ora pro nobis Beato Raynaldo e l’Arcivescovo ha cantato l’Oremus proprio. Quindi passato all’altare che guarda il coro, stando al faldistorio ha deposto gli apparati bianchi e ha vestito i rossi coi quali ha assistito alla Messa pontificale recitando l’omelia dopo l’evangelo. Il sacro corpo è rimasto alla pubblica venerazione sull’altare fino alle ore 6 del giorno seguente 2 maggio, privatamente è stato richiuso nel suo sarcofago”.

 

Giovanni Gardini

Commissione diocesana d’arte sacra

giovannigardini.ravenna@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...